Real estate, il 2019 sarà l'anno degli investimenti negli hotel

Il 2019 sarà l’anno degli hotel. Settore favorito in Italia secondo gli operatori, vista la pipeline di operazioni immobiliari allo studio e i deal importanti in via di conclusione. La vivacità del settore prende spunto dalla imponente operazione, ormai vicino alla firma definitiva, dell’acquisto da parte del colosso francese Lvmh del brand dell’ospitalità Belmond, che proprio in Italia ha il 50% del valore con hotel che sono tutti trophy asset come il Cipriani di Venezia, Villa San Michele a Fiesole o il Caruso di Ravello (si veda il Sole24ore del 15 dicembre 2018). Un deal che solo nel nostro Paese vale circa un miliardo di euro, quanto il fatturato del segmento ospitalità nell’intero anno passato. Sul mercato si profilano altre operazioni di rilievo, come la vendita del Capri Palace e in futuro, vocifera qualche esperto, del Bauer di Venezia.

Accanto al segmento dell’ospitalità c’è il settore del residenziale alternativo, dallo student housing al senior living, a mostrare ampi ambiti di crescita. La speranza è che nel 2019 si possa tornare verso volumi di investimento da nove miliardi, sempre che non si realizzino eventi negativi. A tenere alta l’attenzione sono le elezioni europee e l’evoluzione della Brexit, anche se al momento la pipeline degli investimenti, i contratti in chiusura e il sentiment degli operatori fanno ben sperare.

Sono stati questi i temi sui quali si è basata ieri l’analisi del settore real estate nel più ampio contesto economico e finanziario durante il Real Estate & Finance summit, evento organizzato da 24Ore Business School in collaborazione con Il Sole24Ore.